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street art seoul

10 motivi per visitare Seoul

Ecco 10 motivi per visitare Seoul, capitale mondiale della musica pop contemporanea e dei successi televisivi

Visitare Seoul ci attirava da qualche anno ormai. La stessa curiosità è venuta a gran parte dell’occidente negli ultimi 2 anni. Vuoi un po’ per le loro k-drama che stanno macinando milioni di views, ma anche soprattutto per i loro famosissimi cantanti pop (già da qualche anno prima).
Prima di mettere piede sul suolo coreano, la nostra conoscenza di questo paese era quasi inesistente, questo articolo è indirizzato a quelli come noi. Perciò quale metodo migliore se non un titolo clickbait e un elenco di 10 motivi per visitare Seoul per saperne di più?

10 motivi per visitare Seoul

La città in 10 punti:

Indice

  1. Scoprire una nuova cultura
  2. Musei
    1. Museo Nazionale del Folklore
    2. Museo del Kimchi
  3. Bere
  4. Cibo
  5. Templi
  6. Street Art
  7. Skin care
  8. Farsi predire il futuro
  9. K-pop
  10. Brivido di una guerra imminente (solo per i più audaci)

Scoprire una nuova cultura

La cultura coreana così come il loro stile di vita non differisce di tanto dal nostro. Non abbiamo avvertito nessuno shock culturale, come invece ci capitò appena giunti in Indonesia.

Girovagando per le vie di “Ikseon-dong Hanok Village” (centro storico), vi capiterà di vedere molte persone, per lo più giovanissimi, che indossano l’hanbok (abito tradizionale coreano). Questo non perché sia in uso al giorno d’oggi (se non in importanti cerimonie o matrimoni tradizionali), ma a causa degli innumerevoli noleggi abiti tradizionali sparsi per le vie del quartiere. Difatti la metà dei portatori erano turisti (chi indossa l’hanbok ha anche sconti per l’ingresso ad alcuni musei).

strada dove tutti si fanno le foto
noleggio abiti tradizionali

Musei

Seoul è tappezzata di musei. Non staremo qua a elencarli uno a uno, ma piuttosto vi citeremo i 2 che abbiamo trovato più interessanti.

Museo Nazionale del Folklore

Dedicato alla storia e alle tradizioni del popolo coreano, mette in mostra in questo grande museo aperto molte ricostruzioni di vecchie abitazioni e piccoli quartieri cittadini. La peculiarità delle antiche case coreane sta nel metodo di riscaldamento,l’Ondol. Inventato dai “coreani” dell’era neolitica già 7000 anni fa. Consiste nell’avere una zona cava fra il pavimento reale e quello calpestabile, nel quale viene alimentato un fuoco che scaldava il suolo dove la gente dormiva. Nelle versioni più “moderne” il fuoco viene vincolato anche per creare fornelli dove cucinare. L’ingresso è gratuito

museo del folklore

Museo del Kimchi

Dobbiamo ammettere che anche noi all’inizio eravamo un po’ scettici se spendere del tempo in un museo di cavolo fermentato. Ci siamo dovuti ricredere. Per 3,5€ potrete vedere le varie fasi passo passo delle varie preparazioni dei diversi tipi di kimchi. Il museo è strutturato su più piani, in quello più in alto, su prenotazione, potrete anche preparare il vostro kimchi, seguiti da insegnati che vi spiegheranno passo passo. Come ciliegina sulla torta, incluso nel biglietto c’è anche una piccola degustazione self-service in una piccola sala privata.

museo del kimchi
Assaggi per la degustazione
Assaggi per la degustazione

Bere

Ai coreani piace bere, anche eccessivamente, come succede anche qui da noi, fin qui nulla di nuovo. La loro usanza che abbiamo faticato ad assimilare, è stata quella di accompagnare i pasti (per lo più serali) bevendo Soju. Lo Soju è un distillato a base di orzo, riso e frumento, dalla gradazione intorno ai 20° alcolici nella forma classica più bevuta.

bar in centro a seoul

Per i nostri poveri stomachi europei mangiare pancetta alla griglia, bevendo questa bevanda che sembrava per lo più un liquore, era troppo. A pensarci ancora adesso mi viene la nausea, ma sono gusti soggettivi.

Cibo

La cucina coreana la possiamo definire non banale, è ovviamente molto diversa dalla nostra. I sapori più affini ai nostri piatti li ritroviamo nel Samgyeopsal, barbecue tipico coreano. Nei locali dove si mangia Samgyeopsal avrete al centro del tavolo una griglietta con dei carboni ardenti. Vi verrà fornita la carne dai voi scelta (di maiale o manzo), con vari side di verdure e aglio crudo. Cuocerete aiutandovi con delle pinze e delle forbici per farla a parti più piccole.

barbecue coreano

Parte fondamentale del cibo da mangiare a Seoul è street food. Per strada e nei vari mercati troverete molti stand spesso con anche posti a sedere.

street food a seoul
street food al mercato

Noi abbiamo assaggiato: Tteokbokki (gnocchi di riso in salsa piccante),

pentola di ttekbokki

Eomuk Tang o fish cake (delle sfoglie di pesce trito mangiate con il loro brodo) e Sannakji (polpo appena affettato che sembra vivo da quanto si muove)

street food al mercato
Da sinistra: Eomuk Tang, Sannakkji e zampe e pelle di gallina in salsa piccante

Templi

A Seoul ci aspettavamo molti più templi, ma è stata la nostra ignoranza, nel nostro immaginario paragonavamo le città coreane a quelle del Giappone. In realtà solo poco meno del 20% della popolazione è di fede buddista e più della meta non ha nessun credo.

Tuttavia c’è un posto speciale che vi consigliamo di andare, Inwangsan guksadang, rarissimo e forse unico tempio sciamanico rimasto in città. Più di 2000 anni fa era la religione più diffusa nell’antica Corea lo sciamanesimo, col l’arrivo del buddismo cominciò a perdere molti seguaci. Arrivando fino ai tempi recenti dove addirittura il governo li cominciò a escludere dalla società, ritenendo i credenti sciamanici appartenenti a un ceto sociale pressoché basso che crede nelle superstizioni. Dopo una lunga salita a piedi siamo arrivati a questo “ultimo” (ultimo?) tempio rimasto. Dall’interno provenivano suoni di tamburi e canti tribali. Purtroppo non c’erano aperture per poter buttare dentro l’occhio, il contesto sembrava una proprietà privata e non ci sembrava il caso di aprire la porta ed entrare a vedere.

tempio sciamanico
Complesso del tempio sciamanico

Continuando il sentiero, salendo la montagna siamo arrivati a una grande roccia con un altare davanti, e una piccola costruzione con delle porte. A quanto pare è una roccia che gli sciamanici venerano chiamata Inwangsan. Per segno di rispetto ci siamo tolti le scarpe prima di entrare nel piccolo cortile ai piedi della roccia, qualcuno ci continuava a spiare dalla porta della piccola costruzione, forse non eravamo benvoluti, ce ne siamo andati dopo aver fatto 2 foto.

roccia sacra
Roccia sacra

Street Art

Un altro dei 10 motivi per visitare Seoul è il Ihwa Mural Village. Un piccolo quartiere costruito su un versante di una montagna vicino al Naksan Park, uno dei parchi più belli della capitale. Passeggiando per le gradinate del Ihwa Mural Village troverete perlopiù case private, bed and breakfast e qualche studio di artisti di ogni genere. La cosa che rende famoso questo quartiere sono i dipinti sui muri che decorano le vie se pur pochi. Merita sicuramente un visita, anche solo per comprare qualche souvenir da qualche artista originale prima di lasciare il paese.

Ihwa mural village
Mappa dell'Ihwa Mural Village
Mappa dell’Ihwa Mural Village

Skin care

In Corea l’apparenza è molto importante, non per niente producono tra le migliori skin care e cosmetici al mondo. Il motivo è che il governo con i soldi pubblici ha puntato molto sullo sviluppo e lo studio delle creme cosmetiche, con l’obbiettivo di riottenere un introito maggiore, dovuto alle esportazioni dei prodotti con valore aggiunto. Sembra ci stiano riuscendo.

Olive Young una grande catena di punti vendita di cosmetici coreani e non, spedisce in tutto il mondo. Ovviamente non in Italia, giusto perché dobbiamo essere sempre gli ultimi su tutto. Malgrado ciò se passate per Seoul potrete fare scorte di prodotti pagandoli molto meno, facendo anche tax free e magari imbattersi in qualche buona offerta.

Farsi predire il futuro

Una particolarità bizzarra, a Seoul, nonostante (come dicevamo prima) i credenti religiosi siano pochi, vi capiterà spesso di notare piccoli locali a bordo strada dove si prestano le chiromanti. Da queste ci vanno in tanti, è divenuta una cosa quasi culturale. Vengono chiesti dai 30 ai 300€ circa a persona. Lo scopo di queste “visite” sta nel predire il futuro del pagante con diversi metodi, dalla lettura delle mani, alle classiche carte e anche con il Saju. Quest’ultimo è una tecnica molto locale, che permette alle chiromanti di sapere le azioni di vita future di una persona solo in base alla data di nascita.

K-pop

Cominciato a divenire famoso in tutto il mondo dopo l’inizio dell’era social, il K-pop come ora lo conosciamo è fonte di grande orgoglio da parte dei coreani. La loro carta vincente è stata la displina. Gli “Idol” coreani non possono permettersi errori o sgarri sociali di qualsiasi genere, come dicevamo prima in Corea l’apparenza è molto importante.

hongdae street
Hongdae Street, dove la sera si esibiscono aspiranti idol come artisti da strada

Nella zona Gangnam (quartiere ricco di Seoul), al COEX Convention & Exhibition Center, nel periodo in cui siamo stati noi, c’era la possibilità di assistere a dei concerti di Idol emergenti. Per ottenere i biglietti dei gruppi più famosi bisogna muoversi con parecchio anticipo (ovvio).

Perfino la loro compagnia di bandiera, la Korean Air, usa video clip degli idol riprodotti dagli schermi dei sedili dei voli intercontinentali. Dove tra un ballo e una canzone ti spiegono come si allaccia il giubotto di salvagente o come si indossano le maschere di ossigeno. La cosa ci ha fatto molto divertire è stata inaspettata.

Brivido di una guerra imminente (solo per i più audaci)

La guerra che ha portato come conseguenza la attuale divisione nord/sud della penisola coreana, è “finita” nel 1953 senza un reale trattato di pace, quindi non è così scontato che le cose possano precipitare da un momento all’altro. Soprattutto per i pessimi rapporti fra le due nazioni negli ultimi mesi, viaggiare in Corea del Sud è sicuro, ma è una sicurezza precaria. Il giorno prima del nostro volo di rientro in Italia, c’è stato il rischio che le cose sarebbero potute precipitare, le notizie erano molto confuse. La versione iniziale fu che dalle coste nordcoreane furono partiti degli spari (rivelatesi poi finti) verso gli abitanti di un’isola facente parte della Corea del Sud. L’esercito sudcoreano in poche ora schierò navi e aerei militari diretti verso la zona, ma scoprendosi poi solo di una provocazione da parte dei “cugini” del nord, non ci fu nulla di fatto (per fortuna). Guerra sfiorata, volo partito, siamo tornati in Italia e ci siamo sentiti più al sicuro.

Per ogni evenienza la metropolitana è equipaggiata con qualsiasi cosa serva, sia nel caso di un attacco (diventando sostanzialmente dei bunker) o anche in caso di terremoto o incendio (qua e la sono posizionati degli armadietti pieni di acqua, ossigeno, cibo liofilizzato ecc..), Inoltre sugli schermi nei vagoni sono proiettati video esplicativi di cosa fare in caso di…

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