• Menu
  • Menu
Home » Articoli » Giro della Romania in Van

Giro della Romania in Van

Viaggio attraverso la Romania con un vecchio Van. 2 settimane alla scoperta delle mille sfaccettature di questo paese.

Quando tua cugina compra un Van, non (ancora) camperizzato e pieno di problemi, ci si organizza e si parte subito per un viaggio, ovviamente! E allora, andiamo alla scoperta della Romania?

Con due settimane di tempo. Un punto di partenza (Iasi) e un punto di arrivo (Deva). 2 cani, un gatto, cosa potrebbe mai andare storto? Ovviamente tutto!

Atterrata a Iasi, dove c’è già tutta la “truppa” ad attendermi, passiamo i primi 2 giorni a visitare la città di partenza.

Van

Iasi

Capitale della regione della Moldavia romena e in antichità, capitale del paese. Iasi è ancora oggi una delle città più importanti della Romania, qui c’è anche la sede dell’università più antica del paese all’interno della quale ci sono ancora oggi 15 indirizzi di studio.

Essendo una città universitaria il centro praticamente è frequentato da giovani. Quindi, potrete trovare divertimento per tutti i gusti. Dai bar alle pasticcerie. Dai locali notturni alle discoteche.

Palazzo della cultura

Simbolo della città. Per visitarlo tutto, ci vuole quasi un’intera giornata. All’interno si trova: Il museo d’arte, il museo di storia, il museo etnografico e il museo della scienza e della tecnologia. Prezzo del biglietto 14€ circa per tutti i musei.

Anche i dintorni del palazzo meritano una passeggiata, e se come noi siete lì in piena estate potete fermarvi in una pasticceria a bere una limonata fresca o mangiare una Savarina, dolce tipico che si trova facilmente anche in versione vegana (chiedete sempre se disponibile).

Non lontano dal centro e facilissimo da arrivarci anche con i bus di linea (c’è n’è più di uno disponibile), troverete anche il Museo Eminescu.

Palazzo della cultura a Iasi in Romania

Museo Mihai Eminescu

Nato nel 1850 è forse il poeta più famoso della Romania. La sua poesia più nota è Luceafarul. Poesia che mia madre mi “raccontava” sempre da piccola e della quale io ero innamorata essendo essenzialmente una favola in versi. Quindi per me perdermi nel parco e in seguito nel museo all’interno del quale si trovano manufatti originali, busti e opere, è stato facile.

Il museo è stato inaugurato nel 1989, centenario della morte del poeta. Esso si trova all’interno del Parco Copou in una sezione del Museo della Letteratura Romena. Prezzo tra i 10 e i 15 lei.

Da qui, ultima controllatina al Van e appena il meccanico ci dà l’ok, partiamo!

Gole di Bicaz (Cheile Bicazului)

Prima tappa ufficiale del viaggio. Queste Gole sono state formate dal fiume Bicaz e dai suoi affluenti. Fanno parte del Parco Nazionale di Hasmas. La strada che vi porta alle gole è fatta a serpentina che tra i vari massicci rocciosi che attraverserete vi faranno mozzare il fiato.

Le gole sono una delle zone più turistiche di questa zona del paese, inoltre lungo la strada, se avete tempo, troverete pareti da arrampicata e sentieri, che vi porteranno verso altre gole più piccole e meno turistiche, massicci o grotte. Un paradiso per chi ama il trekking in montagna!

Gole di Bicaz Romania
Paesaggio verso le gole di Bicaz in Romania

Lago Rosso (Lacul rosu)

Siccome i cani e anche il micio volevano fare una passeggiata. Ci fermiamo a fare un giro intorno al Lago Rosso che si trova all’interno delle Gole di Bicaz.

Il Lago è stato formato dal crollo di un pendio, dovuto a un terremoto nel 1838. Leggenda narra che in quel punto sorgesse una città, e che il nome del lago derivi dal colore del sangue degli abitanti che sono morti nel terremoto. Storia un po macabra lo so, ma non preoccupatevi è solo una leggenda! in realtà il nome deriva dalle formazioni rocciose che si trovano all’interno dell’acqua piene di ossido di ferro.

La peculiarità di questo lago sta nel fatto che sulla superficie dell’acqua si possono osservare ceppi di alberi “pietrificati” dall’argilla sul fondo, che si prestano benissimo a foto spettacolari.

Noi abbiamo preferito passeggiare sul versante Ovest, quello meno turistico sul sentiero che si snoda tra gli alberi.

Lago Rosso Romania

Sighisoara

Dopo una notte tutt’altro che tranquilla, per via di alcuni cani da pastore che curavano ogni nostro movimento vicino al van, ci dirigiamo verso la città che per me è tra le più belle della Romania, Sighisoara.

Fondata dai Sassoni, la città si divide in 2 parti, la città nuova, (senza interesse turistico) il centro storico all’interno del quale vi nacque Vlad Tepes (il Conte Dracula), diventato Patrimonio Unesco nel 1999.

Parcheggio

Fino qui non ho mai menzionato i parcheggi perché semplicemente abbiamo sempre accostato a bordo strada o in posti sperduti per dormire. Ma a Sighisoara, a meno che non sia domenica e festivi, il parcheggio per il centro storico bisogna pagarlo (5 lei/ora).

Il borgo

Una volta arrivate su, sono rimasta rapita dalla bellezza del borgo, dalle mura e dagli edifici medievali che circondano il tutto.

Girando a piedi potete salire i 170 gradini della scala degli studiosi, risalente al 1642, chiamata cosi perchè in cima ad essa si trova una scuola, tutt’ora in uso. La sua particolarità sta nel fatto che è completamente ricoperta di legno e serviva per proteggere i fedeli dalle intemperie mentre salivano verso la chiesa in stile gotico che si trova in cima.

Scala degli studenti Sighisoara

Dove mangiare

Il centro del borgo, invece è caraterizzato da casette tutte colorate che danno subito allegria, qua potete mangiare al Medieval Cafe Restaurant che avendo i tavolini fuori ci ha dato la possibilità di sederci con i cani e il micio. Vi consigliamo di provare la zuppa di fagioli con carne affumicata, piatto tipico di queste zone, inoltre questo ristorante ha persino la birra affumicata che bisogna assolutamente provare!

Piatto tipico Romania

Casa di Dracula

Proseguendo sulla stessa via, vi troverete davanti a quella che in passato apparteneva al padre, Mircea cel Batran (Mircea il vecchio) del personaggio che in seguito sarebbe diventato il Conte Dracula (Vlad Tepes). All’interno al piano terra c’è un ristorante, invece ai piani più alti si trova il museo delle armi e una camera dove c’è allestito uno spettacolino molto trash dove un signore esce dalla bara ogni volta che qualcuno entra nella stanza, una delle “attrazioni” più brutte che abbia visto. Prezzo per il museo (3 € circa) spettacolino incluso. Diciamo che il museo, a parte 2-3 manufatti non vale quasi la pena. Gli animali non sono ammessi quindi se volete dovete fare a turno per entrare in caso viaggiate con loro.

Vlad Tepes III fu un imperatore famoso per impalare le sue vittime, che consistevano principalmente in turchi, ma anche ladri e malviventi per questo considerato dalla popolazione come eroe. Per conoscere tutta la storia di Dracula visitate questo sito che la spiega molto bene.

Se volete vedere altri posti meno turistici che riguardano Dracula leggete quest’altro nostro articolo a riguardo.

Dipinto nella casa di Dracula Sighisoara

Torre dell’orologio

Davanti la casa di Dracula si trova la torre dell’orologio. Noi l’abbiamo vista solo da fuori ma all’interno si trova il museo della storia e dalla cima si può ammirare la vista dall’alto sulla città (3,5 € circa). Se vi capita di passarci davanti di notte, esattamente a mezzanotte i personaggi situati sulla cima della torre, si muoveranno per salutare il nuovo giorno.

Torre dell'orologio Sighisoara

Le mura che circondano la città, presentano inoltre 14 torri, tutte diverse e molto belle, potete passare un pomeriggio a cercarle tutte.

Torre del pellettiere Sighisoara

Lago Sant’Anna (Lacul Sf. Ana)

Dopo che a malincuore abbiamo lasciato Sighisoara, ci siamo diretti verso il lago Sant’Anna. Per quanto riguarda il campeggio qui a meno che non conosciate bene il territorio, consigliamo i camping a pagamento perchè la zona e molto frequentata da orsi! il camping costa 20€ a notte e si trova vicino al lago. Evitate comunque di lasciare cibo incustodito intorno alla tenda/camper o van, oppure di dare da mangiare agli orsi se ne vedete uno.

Il lago è l’unico di origine vulcanica della Romania, famoso per le sue acque purissime quasi distillate. Appena arrivati vi faranno pagare 24 lei (6€) a persona (a noi ci hanno fatto pagare adirittura anche per i cani! Per fortuna che il gatto non lo hanno visto). A 15 minuti a piedi dal parcheggio si trova un’area pic-nic non molto pulita, dove ci si può fermare ad ammirare il lago oppure seguendo il sentiero, si può fare una passeggiata di 1 ora tutto intorno al lago, con panchine disseminate qua e la dove fermarsi. Sicuramente per noi più bello che l’area pic-nic di prima.

Lago sant'Anna

Da qui il nostro intento era quello di andare a vedere i Vulcani Noroiosii (vulcani di fango dei quali vi parlerò poi…) e in seguito arrivare a Deva. Beh il Van non era d’accordo…

Problemi col Van

Era già da qualche giorno che in Van dava qualche problema, finchè un pomeriggio decise di aver funzionato abbastanza, mollandoci su un pratone dove per fortuna siamo riuscite ad arrivare per accamparci, da qualche parte sulla strada per i vulcani. Qua ormai distrutte dal viaggio decidiamo di pensare al da farsi il giorno successivo, visto che anche i cellulari per chiamare soccorsi ormai erano a terra. Mentre prepariamo da mangiare per la cena, vediamo arrivare un ragazzo che in groppa ad un cavallo bianco ci chiede se può aiutarci. Sembrava una visione!

Neanche 10 minuti e arriva un’altro ragazzo che ci dice che il problema è la testata del motore. Entrambi decidono allora di chiamare un amico meccanico per aiutarci. Intanto noi nel frattempo veniamo circondate da una decina di bambini curiosi di tutto il trambusto che si era creato nella loro comunità dove non passano mai nessuno. La serata finisce cosi, con una mega grigliata organizzata insieme a tutti i bambini e le donne del posto, mentre gli uomini erano intenti a sistemare la macchina.

Una settimana nella comunità Rom

Purtroppo la testata era da cambiare e siccome la macchina del 1987 è un po vecchiotta, abbiamo dovuto aspettare una settimana per far arrivare i nuovi pezzi. Dopo la grigliata, il meccanico che ci ha soccorso, ha deciso che dovevamo essere suoi ospiti, ma per non disturbare troppo abbiamo deciso alla fine di dormire nel suo cortile invece che in casa. Durante tutta la settimana la comunità ha fatto di tutto per farci sentire a nostro agio, aiutandoci in ogni modo. La mattina appena sveglie si faceva colazione e poi via a giocare con tutti i bambini che venivano a conoscere quelle 2 strane ragazze che giravano la Romania con 2 cani e un gatto, e la sera si accendeva la musica e si ballava davanti casa o si chiaccherava a proposito della loro vita in un mondo nel quale non tutti gli accettano.

Sicuramente qua io ci ho lasciato un pezzo di cuore, e quei bambini che del loro poco ci hanno regalato tutto saranno indimenticabili. Non scriverò il nome del posto per proteggere questa comunità che già soffre abbastanza per colpa dell’ignoranza.

Vucanii noroiosi (vulcani di fango)

Dopo una settimana tra mille giri per cercare i pezzi, il meccanico ci da il suo ok per poter partire ed arrivare a Deva dove avremmo trovato più facilmente il necessario. Prima però essendo di strada volevamo vedere questi crateri. L’orario di apertura è dalle 8 alle 20 in estate e dalle 8 alle 16 in inverno. Il prezzo è di 4 lei a persona (1 € circa), il sito è sempre chiuso in caso di pioggia per ovvi motivi.

Noi siamo arrivati qua che era già buio, ed eravamo gli unici turisti rendendo il tutto, ancora più distopico, sembrava di stare sulla luna! circodate da decine di crateri piccoli e grandi che gorgogliavano fango.

Qua gli animali non sono ammessi e i gas che fuoriescono possono essere pericolosi, state attenti a dove mettete i piedi, perchè non c’è alcuno protezione. Leggenda narra che la zona dei crateri sia la schiena di un gigantesco drago caduto in battaglia, e i vari crateri siano le sue ferite. Beh diciamo che questo descrive esattamente il luogo in cui ci siamo trovate.

Vulcani di fango

Finalmente arriviamo a Deva.(andate a conoscerla in quest’altro articolo), dove finisce il nostro viaggio, percorrendo il restante del vaggio a 20 km/h il massimo che ormai il Van arrivato allo stremo riusciva a fare. Grazie ad un amico che ci viene a prendere dall’Italia in macchina,riusciamo ad arrivare a casa, in Lombardia. Il Van invece rimarrà a farsi coccolare dal meccanico per qualche settimana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *