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Svezia On The Road

Viaggio senza meta nella Svezia rurale e non, da Sud a Nord tra alci e mercatini delle pulci.

Svezia Sud-Nord / Nord-sud

Prima di esserci stati conoscevamo solo Ikea di tutte le cose che la Svezia ha da offrire.
È quasi una volta e mezzo più estesa dell’Italia con un sesto degli abitanti.
La moneta in uso è la corona svedese, su per giù 1€ / 11SEK, per comodità tutti i prezzi li dividevamo per 10.

Itinerario

Partenza

Atterrati con un volo Scandinavian Airlines all’aeroporto Arlanda di Stoccolma, è una mattina di Agosto, il cielo sereno e quella fantastica sensazione di quando sei appena atterrato in un posto nuovo ci accompagna fino al noleggio auto.
L’offerta migliore quella volta la trovammo con Avis, navetta gratuita dall’aeroporto al loro ufficio/ deposito auto.
260€ circa noleggio berlina e assicurazione base con grande nostro stupore ci diedero un’auto a nostro parere ” di lusso ”
Partiti dal noleggio auto andammo subito a visitare il centro storico di Stoccolma, media dei costi parcheggi in centro 50/60€ al giorno.

Stoccolma

Il primo posto che abbiamo visitato era “Gamla stan” (città vecchia)


Per poi proseguire vero il parco “Kungsträdgården“, quest’ ultimo è stato molto carino, quel giorno in particolare era pieno di bancarelle di street food e giochi per bambini.
Più avanti abbiamo attraversato da Ovest verso Est il “Brunkeberg Tunnel“.

Un cunicolo, percorso soprattutto da turisti, non ci abbiamo trovato niente di bello, tranquillamente evitabile.
In ultimo, abbiamo bevuto una birretta fresca in un bar di fronte al parco che ospita “Avicii Minnesplats” una scultura in memoria del famoso producer morto pochi anni fa.

Verso Nord

Sveglia alle 6, direzione Nord, meta… Non lo sappiamo.

Sulla nostra auto il primo errore del viaggio, 60 € di multa per non avere esposto un tagliandino che annunciava che eravamo ospiti del condominio nel quale abbiamo dormito.

Imbocchiamo la E4 e man mano che finiscono gli edifici, comincia ad avvolgerci una foresta fittissima, questo è quello che pressoché abbiamo visto intorno a noi. Nel tragitto decidemmo che tanto valeva fare una tirata e arrivare alla prima città a Sud della Lapponia svedese. Su 11 ore di guida almeno 9 sono state di foresta.

Principalmente il primo giorno di OffTrail lo abbiamo passato in auto con la musica degli Abba a tenerci compagnia e stando sempre molto attenti alle alci.


Sì, perché il più grande pericolo sulle strade svedesi sono gli animali ma soprattutto le alci, in particolare per due motivi:
Primo, per la lunghezza delle sue zampe che portano proprio all’altezza del parabrezza (auto di media grandezza) il suo corpo da 500/800kg,
Secondo, in estate sopratutto, le alci sono solite mangiare bacche, che durante l’inverno rimangono ricoperte da ghiaccio e neve, queste nel frattempo cominciano a macerare e a produrre alcol quando la neve sarà sciolta le alci affamate se ne nutriranno.
Quindi queste simpaticone un po’ alticce non baderanno a dove attraversano

Perciò occhio alle alci!

La Lapponia

Non sapendo molto della Lapponia e delle città lapponi, ne avevamo un’idea molto stereotipata.
Pensavamo ai laghi ghiacciati, alla neve, alla gente in giro in slitta e i piccoli villaggi con le casettine di legno col camino.

Niente di tutto ciò.

Almeno, non ad Agosto e non a Luleå.

Luleå (si pronuncia Luleo) è una città portuale con un economia basata sulla siderurgia.
Gli unici L’unico punto di interesse è la “Cattedrale di Luleå“, costruita nel 1893 dopo un incendio che distrusse il centro della città, fu dedicata al Oscar II re di Svezia.

Forse informandoci in anticipo avremmo potuto evitare questa tappa, dopo tutto era il nostro primo viaggio “on the road“, c’era l’illusione che qualsiasi posto valga la pena del viaggio.

Ogni cosa era decisa in modo impulsivo.

Impulsivo, come l’idea che tanto valeva a quel punto di proseguire verso Nord, oltre il confine, parlo della Finlandia.

Ma questa è un’altra storia.

Sulle strade svedesi

In Svezia sopratutto sulle autostrade nazionali, ci sono tantissimi radar fissi, posizionati sempre subito dopo il segnale del limite di velocità.
Quindi tu magari stai viaggiando a 90km/h con limite a 90, quando cambierà il limite a diminuire tipo a 70, a pochissimi metri si troverà l’autovelox a farti la foto, costringendoti a rallentare molto prima del nuovo limite in caso tu lo veda, in caso contrario ti obbligherà a rallentare bruscamente rischiando manovre pericolose.
Per fortuna a noi non è successo niente e non abbiamo preso multe, ma comunque, prestare attenzione!

Siamo ancora sulla E4 a macinare chilometri su chilometri.
Dopo infinite ora di guida, ci incuriosimmo di questi cartelli fatti a mano a bordo strada con la scritta “Loppis” o “Loppis Oppet” e una freccia indicante la direzione.
Condotti dai cartelli, in quel caso 2 o 3 con la stessa calligrafia, arrivammo a questa bella casetta tipica del posto, con un bel giardino e un garage a fianco.
Siamo scesi dall’auto ma non c’era niente, allora abbiamo suonato il campanello, si affaccio un signore anziano, pronunciò qualcosa in svedese e io gli risposi LOPPIS? Lui sorrise uscì di casa e apri il portello del garage e ci invitò a entrare continuando a dire cose in svedese (aveva capito subito fossimo turisti, ma probabilmente era il suo unico modo di comunicare).
Entrati capimmo subito di cosa si trattava, infatti bastava una veloce traduzione da Google per sapere che “Loppis” vuol dire Pulce, cioè mercato delle pulci o di roba usata.
In Svezia c’è questa tradizione che quando hai roba che non usi più, metti un tavolino in giardino, in garage o in casa e chi vuole viene e ti può acquistare gli oggetti o barattarli.
Comunque alla fine non ci interessa niente, ma abbiamo comprato queste 3 bambole di pezza per scusarci del disturbo, sono ancora oggi nella nostra vetrina che ci ricordano quella giornata.

Verso Sud

A circa tre ora di macchina da Luleå direzione Sud facciamo tappa a Umeå.
Non famosa affatto, conosciuta dalla gente del posto come una città universitaria e niente più.
Abbiamo bevuto due birre al “The Bishops Arms” che ve lo consigliamo.

Cotti a puntino ci dirigiamo alla pensione col prezzo più economico in zona (circa 60€) e ci rimetteremo in cammino la mattina dopo.
Dopo svariate ore di autostrada verso Sud ci venne fame, decidemmo di fermarci e prendere qualcosa da mangiare nella prossima città che avremmo incontrato.
Vicino al supermercato dove abbiamo mangiato provammo l’ ebrezza di fare un po’ di “hiking” un dei passatempi preferiti degli svedesi, il paese è pieno zeppo di aree passeggiate e zone di campeggio, praticamente l’unica cosa segnalata su quelle infinite strade costruite nel mezzo della foresta.

Ok, ora ci troviamo a Gävle.
Usanza tradizionale di questa città, durate le vacanze natale, è ereggere una enorme capra gigante di paglia chiamata “Gävlebocken”, spesso vandalizzata e bruciata, nonostante la videosorveglianza.
Viene esposta nella piazza del castello di Gävle, simboleggia un buon augurio per un raccolto abbondante.
A parte questo, un posto molto simili a quelli precedenti.
Consigliamo di mangiare al “Church Street Saloon Country & Western AB” se siete in zona, so che è la cosa meno svedese che si può trovare ma abbiamo mangiato molto bene.
Attenzione, le porzioni sono molto abbondanti.

Ritorno a Stoccolma

All’improvviso, in mezzo al nulla a solo un’ora e mezzo dalla nostra ultima tappa (Stoccolma), abbiamo visto questa grande pagoda in stile orientale vicino a un uscita dell’ autostrada, città di Älvakarleby.
Cosa cavolo potrà mai essere?!


È il “Dragon Gate“, in origine era un hotel, poi diventato centro culturale cinese (mai conclusi i lavori), costruito nel 1986, rilevato successivamente da un altro uomo d’affari cinese che non terminò mai i lavori di recupero.
All’interno conteneva:

  • Museo del drago, un’ala del complesso con un dipinto in rilievo su legno, lungo svariati metri che illustrava delle novelle ancestrali
  • 200 copie in dimensioni reali del famoso esercito di terra cotta
  • Grande statua Guanjin, un “bodttisatva” (persona che decide di diventare buddah)
  • negozio di souvenir.

È stato una bella sorpresa, abbiamo speso all’interno quasi tre ore.
Purtroppo ora il complesso è chiuso al pubblico, forse abbandonato, non si trovano informazioni in merito.

Ultima tappa, siccome a Stoccolma non poi molte le cose da vedere e il primo giorno la abbiamo girata per bene, abbiamo dedicato per un’intera giornata un tour delle stazioni della metropolitana.
Dagli anni 50 oltre 150 artisti hanno partecipato alla realizzazione delle opere d’arte che adornano 90 stazioni su 100.
Sono tre linee, rosso, giallo, blu, costo biglietto 4€, è bastato un solo ticket perché non siamo mai usciti dalle stazioni.

Quelle che abbiamo visto noi sono:

  • Stadion ( rossa )
  • Solna centrum ( blu )
  • Radhuset ( blu )
  • Kungstradgarden ( blu )
  • T centralen ( blu, verde, rossa)
  • Fridhemsplan ( blu, verde )

Questa è stata di sicuro la giornata più stancante di tutto il viaggio ve lo assicuro, più delle 11 ore di guida del secondo giorno.

Ormai la vacanza giunge al termine, andiamo a dormire in un albergo vicino l’aeroporto che all’indomani mattina ci aspetta un volo per Riga in Lettonia.

Godnatt!

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