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Visitare Roma la seconda/terza volta

Roma è una città dove i pregi superano i difetti seppur molti. Una bellezza storica e culturale che invidiano in tutto il globo. Quindi perché limitarsi a una sola visita?

Io sono nato e cresciuto in una periferia sconosciuta di una provincia sconosciuta del nord Italia. Il mio immaginario di grande città italiana, per molti anni, sono stato convinto fosse la descrizione di Milano. Povero illuso.
Ho raggiunto la capitale della mia nazione solo all’età di 23 anni, per andare a trovare una ragazza che poi diventò la mia attuale compagna, che ha vissuto la gioventù laggiù.
Con Roma fu amore a primo sguardo…
Quel mio primo giro della città fu un tour classicissimo: Colosseo, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Altare della Patria, Terrazza del Pincio etc. A questo giro vogliamo raccontarvi cosa vale la pena andare a visitare, secondo noi, se volete visitare Roma la seconda/terza volta della vostra vita.

Cosa visitare a Roma la seconda/terza volta?

Indice

Trastevere

Quartiere molto popolare, che come dice il nome, si trovo sulla sponda del fiume Tevere. Siamo praticamente a 2 passi da tutto. La zona è molto piacevole da girare a piedi, ampie zone pedonali, tante piazze, chiese e fontanelle tipiche della città. C’è un alta concentrazione di osterie di cucina romana tipica, alcune quotate pure parecchio. Con pochi euro (prezzo medio di un pranzo intorno ai 15/20€ a testa) potrete gustarvi i piatti più famosi della cucina locale, quali: piatti di pasta (carbonara, amatriciana, cacio e pepe etc.), carciofi alla giudia (carciofi fritti tipici della cucina ebraico/romana), trippa alla romana, coda alla vaccinara e molti altri. Oltre alle osterie si può anche optare per una delle centinaia di pizzerie che fanno la pizza al taglio (in stile romanesco), vi consigliamo la Pizzeria la Boccaccia, molto buona, pizze croccanti di tanti gusti e tutte fresche.

La mattina a colazione, ovviamente, bisogna cominciarla con un grande maritozzo dal Il Maritozzaro (Via Ettore Rolli), se no che siete venuti a fa! Se capitate in questa via la domenica mattina va bene, altrimenti vedete di capitarci, perché vi ha luogo il mercato popolare più grande d’Italia: Mercato di Porta Portese

Mercato di Porta Portese

Ogni domenica mattina (anche festivi), fra via Portuense e viale Trastevere, vi ha luogo questo caratteristico mercato tradizionale (dal 1945) della lunghezza di ben 2 chilometri. L’attività si svolge dalle 6 di mattina fino alle 14. Le varie bancarelle sono divise in zone un po’ raffazzonate, sebbene sia facile intuire che nella zona dei vestiti non troverete libri (anche se a volte può capitare). Le proposte dei quasi mille mercanti spaziano per tutti i gusti, dal vintage, all’artigianato, al fai da te, al musicale fino all’elettronica di consumo. Non sempre la merce esposta ha una chiara origine legale, quindi prendete per buona l’idea che vi trovate davanti a molti svuota cantine, se avete dubbi, girate alla larga. La regola numero 1 per fare buoni affari è contrattare, sempre. Per esperienza vi consigliamo di visitarlo alle prime ore della mattina, con l’avvicinarsi dell’ora di pranzo diventa una bolgia nella bella stagione.

Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini

Al prezzo di 11,50€ (audio guida inclusa) avrete l’accesso a uno dei luoghi più macabri della capitale, tutto a due passi dalla fermata Barberini della metro A. Stiamo parlando però del grande ossario. Al suo interno troverete, una via di mezzo fra un monumento funebre e un’opera d’arte. Decorato assemblando migliaia di ossa umane. Le “composizioni” si strutturano in sei ambianti tematizzati, disposti lungo un corridoio di circa 30 metri. Si stima che sono contenuti al suo interno i resti di circa 3700 defunti, frati cappuccini per la maggior parte. Tradizione vuole che la terra di questo “cimitero” sia terreno sacro trasportato da Gerusalemme. La vera origine del motivo di questa antica esaltazione del bricolage degli scheletri non è nota, anche se potete leggere la leggenda qui sul sito ufficiale.

Opera esposta nella mostra che precede la visita agli scheletri

Parco degli Acquedotti

Questo grande parco immerso nel verde nella zona sud-est di Roma, oltre a essere luogo perfetto per grigliate non attrezzate primaverili, ospita una delle più antiche opere ingegneristiche sul suolo italiano. Datati circa 300 a.c. la linea degli acquedotti romani si estendeva per quasi 800 chilometri di cui solo 47 elevati da terra da gradi archi che li caratterizzano. Ovviamente all’interno del parco se ne può ammirare solo una piccola parte restaurata. Tutt’ora è in corso una operazione di riqualifica della zona mirata a estirpare gli orti e le capanne abusive al suo interno. Purtroppo alcuni scorci ai piedi degli acquedotti quando lo visitammo nel 2023 erano pieni di immondizia e graffiti, chissà se la situazione è migliorata nel tempo.

Ariccia

Chi l’avrebbe detto che questo piccolo paesino in provincia di Roma potesse ricevere un tale fama mondiale per un suo prodotto tipico quale la porchetta, tanto da ricevere la sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta). La fama di Ariccia a livello locale è dovuta più che alla porchetta direi alle fraschette. Le fraschette sono delle osterie che prendono il nome dal ramo pieno di foglie (frasca). Esso veniva appeso all’ingresso per comunicare ai clienti che era disponibile il vino del nuovo raccolto. Nelle fraschette oltre a ottima porchetta, potete gustarvi piatti tipici della tradizione romana, accompagnati da un buon bicchiere di vino e come finale gli immancabili tarallucci pucciati sempre nel vino. Si consiglia la prenotazione nei weekend e festivi. Dopo esservi riempiti la pancia in una delle tante osterie, si possono fare 2 passi per visitare il borgo antico. Oltre a degli scorci con vista sui colli non ha poi molto da offrire. Il ponte di Ariccia diventò famoso con l’appellativo di “ponte dei suicidi”. Per via la sua altezza veniva utilizzato per compiere gesti estremi, tanto che nel 2000 l’ANAS ha apposto su tutto il ponte delle barriere salvavita.

Parco dei mostri di Bomarzo

Di preciso siamo a Bomarzo in provincia di Viterbo nel Lazio. Il metodo migliore per raggiungerlo da Roma è in auto o con bus organizzati. Il parco è aperto tutti i giorni dell’anno a eccezione del 25 dicembre, dalle 8:30 fino al tramonto, comunque mai dopo 19:00. Il parco fu voluto dal principe Pier Francesco Orsini nel 16° secolo. L’itinerario che vi verrà consegnato all’ingresso, vi farà passeggiare in questo bosco con lo scopo di imbattervi in sculture di mostri, divinità o animali mitologici. Il prezzo per l’ingresso è di 13€ a persona. Se riuscite a essere i primi a entrare, avrete la fortuna di godervi il parco tutto per voi e fare bellissime foto senza gente intorno. Purtroppo non possiamo pubblicare foto del parco perché non abbiamo l’autorizzazione della direzione della struttura, tuttavia su Google ne trovate a migliaia scattate al suo interno.

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